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Storie di eccellenza artigiana: la Romana Telai di Fausto Cantagalli

di La redazione

Ci fu un tempo in cui gli artigiani erano anche artisti. Oggi non tutti gli artisti sono artigiani. La questione dell’antica scissione tra le due discipline avvenne grossomodo nel Rinascimento e motivata dal fatto che, a un certo punto, alcuni artigiani, per il prestigio del proprio lavoro, vollero elevare, per così dire, la loro produzione sotto l’egida dell’arte, prezioso sigillo di una raffinata maestria tramandatasi di padre in figlio. Certo è che i tempi sono cambiati e l’artigianato, dopo aver subìto una sorta di declassamento estetico durante il XX secolo, pare aver riacquistato ormai da parecchi anni la sua perduta dignità e rilevanza, in un’epoca in cui sempre più oggetti sono prodotti e programmati per non durare nel tempo, sia per scarsa qualità dei materiali impiegati, sia per conseguenza di un lavoro spesso meccanico e dunque poco attento alla soddisfazione di alcune peculiarità tipiche invece del lavoro artigiano: pazienza, meticolosità ed eccellenza, caratteristiche, queste, che fuor d’ogni dubbio concorrono a rendere ogni manufatto artigianale “robusto” nel tempo e capace di compiere la propria funzione che contempli, perché no, anche la bellezza. 

Un professionista del mestiere deve infatti realizzare oggetti che rispondano a determinate qualità per essere considerati prodotti artigianali, lavorati con tecniche apprese e tramandate anche per secoli. L’artigianato, infatti, è, per così dire, conservativo, non mira a cambiare – salvo quei casi in cui il raggiungimento di nuove tecniche o l’uso di nuovi materiali possa perfezionarne la produzione. Uno dei segreti di ogni buon artigiano che si rispetti è invero l’applicazione reiterata della tecnica acquisita e la gelosa cura del “segreto” professionale che si svela agli occhi di chiunque ne apprezzi il risultato. 

A Roma, in località Montespaccato, sorge un luogo che custodisce questa usanza e che mantiene uno stretto legame con gli artisti, soprattutto pittori. È il laboratorio artigianale di Fausto Cantagalli, fondatore della Romana Telai & C. e prosecutore di una lunga, e a oggi ininterrotta, tradizione familiare. 

Fausto Cantagalli, foto di Paolo Torella, 2013.

Dovremmo un po’ tutti essere grati a questi professionisti del settore che portano sulle proprie spalle la memoria di lavori e competenze, gesti e abilità altrimenti perduti e che mai l’industria, per quanto raggiunga la perfetta riproducibilità tecnica, potrà eguagliare. Ogni oggetto artigianale possiede infatti un’anima, riscontrabile il più delle volte da quell’imperfezione necessaria che rende un determinato pezzo unico e irripetibile. Non solo telai ma qualsiasi supporto possa essere necessario ai manufatti artistici. È così che la Romana Telai è diventata, complice una già comprovata esperienza di vecchia data, punto di riferimento per schiere di artisti e non solo. 

Dalla piccola bottega negli anni Trenta del secolo scorso, da cui avviò l’attività Amedeo Cantagalli, l’azienda di famiglia collaborò con gli artisti della “Scuola Romana” e quelli di “Forma 1”, fino ad arrivare, col trasferimento nella sede attuale per le esigenze dettate dalla sempre maggiore richiesta, a rifornire il gruppo “Artisti della Scuola di Piazza del Popolo” come anche restauratori, gallerie, musei e sovrintendenze. 

da sinistra Amedeo Emanuele e Fausto Cantagalli, 2012.

Una fiducia giustamente meritata nel tempo frutto di abilità che soddisfa l’esigenza specifica di ogni cliente. Questo l’ennesimo, assoluto pregio dell’artigianato, la possibilità di richiedere, discutendo personalmente con un professionista, ogni modifica e sfumatura per ottenere un risultato inimitabile.

Emanuele Cantagalli, Fabio Mariani, Savina Cusimano e Fausto Cantagalli, 2016.

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